Liberi dalle mafie, Liberi di scegliere

Proponiamo una serie di articoli che ci permetteranno di conoscere meglio il progetto "Liberi di Scegliere"

Nel corso degli ultimi anni abbiamo spesso sentito parlare di “Liberi di scegliere”, questo progetto, partito da Reggio Calabria ed allargatosi in tutta Italia, che ha destato l’attenzione dei media internazionali; addirittura la Rai ha prodotto un film con Alessandro Preziosi come protagonista nei panni del giudice Di Bella (guardalo su raiplay)

Ma andiamo con ordine e partiamo da una pillola di storia. Il progetto “Liberi di Scegliere” nasce ufficiosamente nel 2012 ma, quello che molti non sanno, è che già tra il finire degli anni 70 e l’inizio degli anni 80, due sacerdoti illuminati, uno di Reggio Calabria ed uno di Torino, avevano gettato le basi di quello che sarebbe diventato il progetto di cui parliamo. A Reggio Calabria, mons. Italo Calabrò, presso la sua abitazione dava rifugio ad alcuni giovani fuggiti da una faida in corso a Cittanova  e, nottetempo, grazie all’aiuto delle forze dell’ordine, riusciva a mandarli a Torino da don Luigi Ciotti il quale offriva loro una nuova possibilità di vita, in una città nuova, diversa, lontano da quell’ambiente che li voleva soldati pronti a sacrificarsi per tenere alto il nome della famiglia. A quel tempo non esisteva alcun protocollo sottoscritto tra istituzioni, ma vi era solo la voglia di salvare quanti più ragazze e ragazzi dalle grinfie delle mafie.

Nel corso delle prossime settimane, sfrutteremo questo spazio virtuale per approfondire quelli che sono gli aspetti più importanti del protocollo “Liberi di scegliere”: si parlerà degli aspetti sociologici ed educativi che sottendono ad una educazione mafiosa dei minori, passando per quelli che sono gli aspetti giuridici alla base degli allontanamenti che vengono effettuati, analizzando anche quello che è il ruolo della donna all’interno della famiglia di ndrangheta. Un percorso a “puntate” in cui cercheremo di approfondire questa rivoluzionaria pratica educativa che vede impegnati, in tutta Italia, centinaia di professionisti: avvocati, psicologi, educatori, assistenti sociali senza dimenticare il prezioso e fondamentale aiuto dei volontari e della Chiesa Cattolica nella buona riuscita del progetto. 

Autore: Daniele Quartuccio, Educatore e volontario di Libera.

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