In ricordo delle vittime della strage di Pizzolungo

Il 2 Aprile 1985 la mafia tentò di uccidere con una autobomba l’allora sostituto procuratore di Trapani, Carlo Palermo.

Il magistrato aveva preso servizio a Trapani da poco più di 40 giorni, arrivando nella città siciliana da Trento dove aveva dovuto abbandonare una inchiesta che stava conducendo come giudice istruttore su traffici di armi e droga che interessavano il nord Italia, organizzazioni criminali italiane in contatto con criminali dell’Est europeo e che aveva anche terminali in Sicilia. Rotte sulle quali circolava tantissimo denaro, soldi da riciclare e che coinvolgevano esponenti di partiti come l’allora Psi di Bettino Craxi.

Il dott. Palermo riuscì a salvarsi, ferito lui, gravemente feriti gli uomini della scorta, a morire, straziati da quel tritolo di Cosa nostra furono una donna, Barbara Rizzo, 30 anni, ed i suoi gemellini di sei anni, Giuseppe e Salvatore Asta. La donna guidava l’auto, stava portando i figli a scuola, percorrevano la strada litoranea tra Pizzolungo (Frazione di Erice) e Trapani.

L’autobomba era ferma su una semi curva a Pizzolungo. Al momento dell’esplosione, comandata da un telecomando usato dal commando mafioso appostato poco distante, fecero da scudo alla blindata del magistrato, un lampo accecante spezzò le loro vite , straziandone i corpi.

Da oggi, 1 aprile, alla vigilia di questo 35° tragico anniversario, sui social, Facebook e Instagram, partirà una campagna social.

Sono stati creati i link per Facebook https://www.facebook.com/profilepicframes/?selected_overlay_id=1139684646386035 e per Instagram https://www.instagram.com/invites/contact/?i=su8gw19iu0eo&utm_content=f3we5af.

Chiunque è invitato a partecipare con una foto, un pensiero, un disegno, per ricordare le tre vittime innocenti.

Per questo 35° anniversario diverse le iniziative che l’associazione Libera assieme al Comune di Erice avevano allestito nell’ambito delle manifestazioni da qualche anno inserite nell’ambito del “Non ti scordar di me”. L’attuale emergenza ha rinviato il tutto a ottobre prossimo. Oggi con i social però possiamo continuare a far memoria e a costruire nuovo impegno.

Su Facebook è attiva la pagina “Non ti scordar di me 2 Aprile 1985/2 Aprile 2020”. Su Instagram “Non ti scordar di me”. Lì verranno pubblicati tutti i vostri contributi a questo ricordo.

di Sofia Nardacchion

Il 2 aprile 1985 è un martedì mattina, sono passate da poco le 8.30, Barbara Rizzo è uscita dalla sua casa a Pizzolungo, una piccola frazione di Erice, nel trapanese, per accompagnare a scuola i figli, Giuseppe e Salvatore Asta, di sei anni. La sua macchina viene superata da quella del giudice Carlo Palermo e in quel preciso momento viene fatta esplodere un’autobomba. Barbara, Giuseppe e Salvatore muoiono: la loro macchina fa da scudo a quella di Palermo, che si salva, insieme agli uomini della scorta.

La strage di Pizzolungo è uno dei tanti attentati mafiosi sui quali non c’è ancora una verità completa: sono passati trentacinque anni ed è in corso il quarto processo per individuare i mandanti.

Ne parliamo in un podcast a puntate di Sentiti Libera, il progetto per raccontare le mafie di Libera Bologna e Q Code Mag.

Trapani 2 Aprile 1985: la mafia fa strage di una famiglia per tentare di uccidere il pm Carlo Palermo, e si attende ancora verità e giustizia per Barbara, Salvatore e Giuseppe

Per ascoltare la prima puntata:

🎧 www.qcodemag.it/indice/multimedia/sentiti-libera-la-strage-di-pizzolungo-35-anni-dopo/ 

🎧open.spotify.com/episode/6xVjbttjecMy2SJS7ys4z8?si=34QeP_5qRzqdqFuccF8Hjw

🎧 https://podcasts.apple.com/it/podcast/strage-di-pizzolungo-capitolo-uno/

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