Anno giudiziario, Musti: “In Emilia-Romagna la mafia ormai è radicata”

Pubblicato su Parma la Repubblica

Le parole del procuratore generale facente funzioni di Bologna durante il suo intervento in apertura dell’anno giudiziario

“Il distretto dell’Emilia-Romagna è, a buon titolo, un distretto di mafia”.

Lo ha detto la procuratrice generale reggente di Bologna, Lucia Musti, nella sua relazione per l’apertura dell’anno giudiziario, ricordando le “maxi indagini” della Dda e i processi già conclusi contro la criminalità organizzata in regione, nell’ultimo anno, ad esempio, la sentenza della Corte di assise di appello che ha ribaltato il giudizio di primo grado, infliggendo quattro ergastoli per due omicidi del 1992, anche al boss Nicolino Grande Aracri.

“Dobbiamo evidenziare che all’iniziale infiltrazione delle mafie nella nostra regione è succeduto l’insediamento, fino all’attuale radicamento”, ha osservato Musti. Da indagini e processi, ha detto, “è evidente che non è più questione di presenza di mafiosi, di diffusione di mentalità, ma piuttosto di condivisione del metodo mafioso anche da parte di taluni cittadini emiliano-romagnoli, imprenditori, cosiddetti colletti bianchi, ovverosia professionisti, i quali hanno deciso che ‘fare affari’ con la ‘ndrangheta è utile e comodo. Alla condivisione è seguita la nascita di un metodo nuovo mafioso autoctono dell’Emilia-Romagna, che risente fortemente del territorio altamente produttivo che annovera numerose eccellenze anche mondiali che hanno fatto dell’Emilia-Romagna una ‘preda ambita’”.

Musti, nella sua relazione, ha voluto ricordare tra le altre la condanna – del 25 gennaio 2021 – a 14 anni e 6 mesi di reclusione di Gianclugi Sarcone, esponente di spicco “di una potentissima famiglia ‘ndranghestica, la cui posizione era stata stralciata dal processo Aemilia” . Ed ancora, “la sentenza della Corte d’Assise di Bologna , in data 20 settembre 2021, che ha ribaltato la sentenza della Corte d’Assise di Reggio Emilia infliggendo 4 ergastoli per 2 omicidi di mafia avvenuti nel territorio di Reggio Emilia e Brescello nel 1992. Tra i condannati spicca per il suo peso specifico di vertice mafioso di CuTro e di Reggio Emilia Nicolino Grande Aracri, gia’ interessato da altre condanne alla pena definitiva”. Atteso in marzo l’appello per il maxi processo Grimilde – definita complessa indagine espressione di Aemilia – nei confronti di 40 ‘ndranghetisti.

Da segnalare anche il dato sui reati commessi dai minori in Emilia-Romagna con Bologna diventata “la città con il più alto indice di criminalità minorile in tutta Italia”.  I numeri dicono che nel 2021 i nuovi fascicoli aperti dalla Procura per i Minori sono stati 2.459, il 6% in più rispetto all’anno precedente. L’allarme è stato lanciato dal presidente della Corte d’Appello Oliviero Drigani nell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

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