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Venerdì, Ottobre 20, 2017


Via Libera locandina JPG

 

- Dall'11 al 13 febbraio "Via Libera", il Festival della Legalità che animerà il parmense con incontri, reading, concerti e cene. Ospite speciale la vittima di mafia Tiberio Bentivoglio che dal 1992 ha deciso di ribellarsi alla ‘ndrangheta e dire “no” al pizzo. Tappa a Montechiarugolo, Traversetolo e Roccabianca. Partecipano Alberto Bertoli, Rocco Rosignoli, i Mé, Pék e Barba.

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VIA LIBERA:

C’è un fil rouge che unisce la Pedemontana alla Bassa parmense e si chiama legalità. Una parola a volte sottovalutata, soprattutto nel nostro territorio, ma sulla quale l’inchiesta “Aemilia” ha gettato preoccupanti ombre. Ed è proprio dal processo che ha chiamato alla sbarra oltre 200 imputati e dal rischio di infiltrazioni mafiose in provincia che i Comuni di Montechiarugolo, Traversetolo e Roccabianca, con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna, in collaborazione con “Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” e il sostegno di Coop Alleanza 3.0, hanno deciso di promuovere “Via Libera – testimonianze, musiche e narrazioni per la legalità”: una tre giorni di incontri, spettacoli, reading per diffondere i valori di giustizia, con particolare attenzione alle nuove generazioni.

“Via Libera” è la risposta della società civile a quel mondo di mezzo fatto di corruzione e silenzio, nel tentativo di porre le basi per sviluppare un presidio vigile di cittadinanza attiva e condivisione di momenti informativi. Un festival itinerante che dall’11 al 13 febbraio attraverserà il parmense, grazie allo speciale contributo di Tiberio Bentivoglio, vittima di mafia che dal 1992 ha deciso di ribellarsi alla ‘ndrangheta e dire “no” al pizzo, pagando pesanti conseguenze anche in termini economici.

Il festival si apre giovedì 11 febbraio a Montechiarugolo con l’aperitivo inaugurale organizzato al Circolo Arci La Ricreativa di Tortiano, dove alle 19.30 è in programma la presentazione del libro “Come un uomo” di Alberto Bertoli, intervistato dal giornalista Salvo Taranto. Nel libro Bertoli ripercorre la storia di famiglia, fatta di aneddoti e musica, in un chiaro omaggio al padre Pierangelo e alle sue canzoni. Oltre che bravo artista, Bertoli è anche una persona di forte impegno sociale e attento osservatore della vita, come lo stesso libro dimostra, rivendicando la possibilità che tutti hanno di indignarsi e alzare la voce per difendere i propri diritti. La serata proseguirà con una cena conviviale realizzata con i prodotti di Libera Terra, sulle note delle canzoni di Pierangelo Bertoli, interpretate da Alberto. Il ricavato della cena - prenotazione obbligatoria - sarà devoluto al Comitato “Un seme per Enza e Tiberio Bentivoglio”, per permettere alla coppia di aprire un nuovo negozio e riprendere così la propria attività lavorativa.

Il secondo appuntamento è venerdì 12, alle 21, alla Corte Agresti di Traversetolo, con lo spettacolo degli studenti dell’Istituto Mainetti, preparati dalla Scuola civica di teatro “Carmi”. I ragazzi porteranno in scena un reading teatrale ispirato al libro “Colpito – La vera storia di Tiberio Bentivoglio”, accompagnati dal musicista Rocco Rosignoli. Al reading sarà presente il protagonista del libro, con cui il pubblico potrà intrattenersi per scambiare opinioni e riflessioni.

Anche il programma del sabato 13 è interamente dedicato a Tiberio. Al mattino la vittima di mafia incontrerà gli studenti dell’Itis Galileo Galilei di San Secondo, in un appuntamento riservato alla scuola. Alle ore 21 Bentivoglio salirà invece sul palco del Teatro di Ragazzola di Roccabianca in una serata pubblica, di dialogo e testimonianza. L’imprenditore calabrese spiegherà, grazie all’intervista del giornalista Rai Luca Ponzi, cosa significa opporsi alla ‘ndrangheta ed essere “vittima di mafia”. La chiusura ufficiale della manifestazione è invece lasciata alla musica e al concerto della folk band “Mé, Pék e Barba” che ha abbracciato la causa di Tiberio, portando sui palchi italiani la sua storia di legalità.

Gli spettacoli, tranne la cena, sono tutti a ingresso libero con offerta a favore di Libera.

CHI È TIBERIO BENTIVOGLIO

Tiberio è un imprenditore calabrese proprietario della Sanitaria Sant’Elia che da oltre vent’anni sta lottando contro tutti e tutto per rivendicare il diritto a un’imprenditoria pulita e legale. Dal 1992 - dopo il suo rifiuto a pagare il pizzo – ha subito ripetuti sabotaggi e attentati all’attività commerciale. Nel 2011 i malavitosi gli sparano addosso, ferendolo, per fortuna, solo a una gamba. Uno dei colpi era diretto al cuore, ma il portafogli, posto nel taschino in alto a sinistra della giacca, ha fermato il proiettile, salvandogli la vita. Nel 2005 incontra Libera e con il supporto dell’associazione inizia a viaggiare - sempre accompagnato dalla scorta - per tutta Italia, per portare la propria esperienza di resistenza, soprattutto ai giovani e nelle scuole. La sua storia, fatta di coraggio e rabbia per uno Stato assente, è diventata un libro, “Colpito” scritto da Daniela Pellicanò, nelle cui pagine emerge il coraggio dell’uomo e il senso di abbandono provocato dall’indifferenza di una parte delle istituzioni e da molti compaesani che gli hanno girato le spalle.

Per “A cena di legalità” info e prenotazioni: tel. 0521 686467 - mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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