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Venerdì, Ottobre 20, 2017

Agli organi di stampa

Oggetto: Comunicato Stampa di Libera Parma sugli arresti del 16 luglio 2015 nell’ambito dell’ Inchiesta “Aemilia”

Gli arresti e i sequestri di beni che hanno caratterizzato ieri il secondo capitolo dell'inchiesta Aemilia hanno dissolto le illusioni di chi ancora credeva, per ingenuità o comoda noncuranza, che Parma fosse un'isola felice, a riparo dalla minaccia mafiosa. Società immobiliari, discoteche, ristoranti e terreni per i quali sono scattati i sigilli stanno a dimostrare il contrario. La nostra città, rimasta finora colpevolmente silenziosa, è dunque terra di conquista di un sistema criminale che, come attestano le ordinanze di custodia cautelare, si alimenta e consolida grazie al coinvolgimento di liberi professionisti. Se è diventata una facile preda è perché, al di là della potenza e della pericolosità pervasiva del nemico, poche sono state le barricate innalzate per arrestarne l'espansione.

Noi crediamo fortemente che non si possa delegare la difesa di un territorio alla magistratura e alle forze dell'ordine, limitarsi a commentare notizie giudiziarie, esprimere uno sdegno incapace di sopravvivere alla pubblicazione di comunicati stampa e alla facile retorica. Ciascuno dei corpi sociali che costituiscono il tessuto democratico e civile cittadino deve uscire dall'ombra iniziando una seria riflessione sullo status quo e dare il proprio contributo affinché si cambi finalmente registro culturale: la battaglia contro la corruzione e le mafie va infatti combattuta non soltanto con gli strumenti coercitivi e di indagine, ma soprattutto ponendo al centro della riflessione di cui sopra il senso di appartenenza e della responsabilità verso il bene comune, un cambiamento della società improntato al rispetto quotidiano delle regole democratiche.

 

Lo ribadiamo ancora una volta: tutte le istituzioni di rappresentanza, ordini professionali, associazioni di categoria, Chiesa, Università, industriali, stampa, sindacati, associazioni sono chiamati a trovarsi, a compiere un passo in avanti insieme per fronteggiare l'entità e le proporzioni di una presenza malavitosa che esercita una forte influenza economica attraverso l'alterazione delle regole della libera concorrenza, della corruzione e del malaffare che non è più possibile ignorare.

Per parte nostra, da quando è partita l’inchiesta Aemilia, abbiamo organizzato cene della legalità in vari punti della provincia, incontrato più di 600 studenti delle scuole di vario ordine e grado ed altrettante sono le persone che abbiamo portato con noi a Bologna alla giornata della Memoria e dell’impegno.  Questi obiettivi sono stati raggiunto solo grazie alla rete di sindacati, associazioni e volontari  che compone il NOI di Libera. Inoltre, su sollecitazione dell’Amministrazione Comunale di Parma, abbiamo da poco sottoscritto una convenzione per  la creazione di “Centro Studi per la promozione di attività finalizzate alla promozione della legalità ed al contrasto dei fenomeni della criminalità organizzata sul territorio”. Non sarà il solito Osservatorio, ma un gruppo di lavoro che proporrà iniziative concrete per la diffusione della partecipazione e della Responsabilità civica dei cittadini. Non batteremo le mafie con queste iniziative ma noi mettiamo in campo gli strumenti a nostra disposizione senza risparmiarci!

Ribadiamo quindi che è sbagliato chiedersi “come”, “in che  modo” combattere le  mafie: la vera domanda è CHI le deve combattere. Il muro per arginarle va costruito con l’impegno e la responsabilità di tutti.

Parma, lì 17/07/15

Il Coordinamento Provinciale di Libera Parma

 

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